"Ho fatto semplicemente il mio lavoro, non è stata un’esecuzione ho la coscienza pulita". Darren Wilson ha rilasciato la sua prima intervista dopo che il Gran Giurì ha deciso di non incriminarlo per aver ucciso il 18enne di colore Michael Brown, la scorsa estate a Ferguson.
Dispiaciuto per "la perdita di una vita", con tono controllato, ha raccontato la sua versione dei fatti: "Mi ha sbattuto la portiera contro, ho tentato di respingerlo e mi ha dato un pugno, c’è stata una colluttazione. Ho tentato di afferrare il suo braccio, mi sono reso conto della forza che aveva. Mi sembrava Hulk".
Le proteste a Ferguson
"Testimoni hanno affermato che il giovane aveva le mani alzate", ha sottolineato l’intervistatore. "Assolutamente no", ha risposto Wilson, "Quando si è avvicinato mi sono chiesto: posso legalmente sparargli? E mi sono detto che dovevo".
ANSA/AlesS
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