Nelle prossime settimane la Svizzera sottoporrà alla Commissione europea delle proposte concrete per la risoluzione di questioni istituzionali. Lo ha indicato oggi a Bruxelles la presidente della Confederazione Eveline Widmer-Schlumpf, reagendo alle critiche del presidente della Commissione José Manuel Barroso, secondo il quale negli ultimi anni non si sono praticamente più fatti progressi nei dossier inerenti al mercato interno europeo, sebbene la Svizzera tragga profitto da quest'ultimo.
Barroso: non possiamo avere regole differenti
«Non possiamo avere regole differenti, non sarebbe giusto», ha detto Barroso davanti ai media, aggiungendo che la Svizzera ha deciso di non far parte dello Spazio economico europeo, ma vuole comunque parteciparvi. Widmer-Schlumpf ha ammesso che in materia di accesso al mercato unico «non sono stati compiuti grandi passi avanti» e che molti dossier sono tuttora bloccati.
Le richieste avanzate dell’UE
L'UE chiede dal dicembre 2010 un «adeguamento dinamico» dei principali accordi bilaterali agli sviluppi del diritto europeo. Inoltre insiste su un'applicazione omogenea degli stessi accordi, nonché sulla creazione di un meccanismo indipendente di controllo e competenza giudiziaria. «In merito ci aspettiamo un segnale chiaro della Svizzera», ha detto Barroso.
Gallery image - La via bilaterale discussa a Bruxelles
L’incontro con Schulz
Eveline Widmer-Schlumpf ha inoltre partecipato ad un vertice con il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz, al quale il consigliere federale Didier Burkhalter ha illustrato la visione elvetica in merito al futuro della via bilaterale con l'UE. Il politico tedesco ha definito interessante l'idea di una «road map» ed ha sostenuto l’importanza di un approccio il più pragmatico possibile nelle relazioni tra le parti. Si tratta quindi di trovare una soluzione «che non danneggi l'integrazione dell'UE» e con la quale «vengano preservati gli interessi della Svizzera».
Gallery video - La via bilaterale discussa a Bruxelles




