Mosca risponderà sicuramente se i suoi interessi saranno minacciati in Ucraina come lo sono stati, nel 2008, in Georgia. Allora, la Federazione era intervenuta militarmente. Lo ha detto mercoledì il ministro degli esteri russo, Sergei Lavrov, in un intervista televisiva.
“Un attacco contro i cittadini russi è un attacco contro la Russia”, ha aggiunto il capo della diplomazia del Cremlino, che ha accusato gli Stati Uniti di guidare le scelte delle nuove autorità ucraine.
Queste dichiarazioni sono state fatte poco dopo che Kiev aveva annunciato la fine della tregua pasquale e la ripresa delle operazioni "antiterroristiche" contro i separatisti filorussi in diverse città orientali. I secessionisti si mostrano risoluti a contrastare l’azione del Governo ad interim.
Reuters/ats/ZZ




