Il premier libico Abdullah Al Thani ha ordinato "la mobilitazione generale delle forze armate, su richiesta della popolazione di Tripoli, per liberare la capitale dalle milizie filo islamiche dell'operazione Alba (Farj)", mentre le forze filo-governative hanno affermato di aver bombardato il campo del leader di Ansar, Abu Obaida Al-Libi, nella capitale.
A Bengasi, in quello che viene definito "il venerdì nero", la scorsa settimana sono state uccise 14 persone, compresi due attivisti adolescenti. Mercoledì sono finiti sotto i colpi dei killer anche civili e un imprenditore, oltre a due colonnelli.
Intanto il Parlamento, costretto a riunirsi a Tobruk, evoca il rischio di una catastrofe umanitaria nell'area di Warshefana, a sudovest di Tripoli, teatro da settimane di combattimenti tra milizie rivali, con decine di morti,; chiede il cessate il fuoco e all'ONU di mettere in salvo donne, bambini e disabili.
Ansar al sharia
I "partigiani della Sharia" sono nati in Libia sulla scia della rivoluzione anti-Gheddafi, nel 2011. Hanno conquistato settimane fa Bengasi e proclamato un "Califfato". Ansar ha guidato l'assalto alla sede diplomatica statunitense nel 2012, costato la vita, tra gli altri, all'ambasciatore Chris Stevens.
M.Ang./ATS/ANSA
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