Più di 700 milioni di donne nel mondo sono state obbligate a sposarsi contro la propria volontà. Lo ha comunicato martedì il Fondo della Nazioni Unite per l’infanzia (Unicef) in occasione di una conferenza battezzata “Girl Summit 2014”.
Uno degli obiettivi dell’incontro, a cui partecipa anche la Svizzera, è lanciare un movimento mondiale che possa porre fine, nell’arco di una generazione, alla pratica dei matrimoni forzati e precoci.
Secondo l’Unicef più di un terzo delle donne vittima del fenomeno (circa 250 milioni) è stata costretta a “dire sì” quando aveva meno di 15 anni. L’Asia del sud è la regione più toccata ma anche nella Confederazione il problema esiste. Il Consiglio federale ha infatti lanciato nel 2013 un programma quinquennale di lotta ai matrimoni forzati che mira a offrire assistenza alle persone coinvolte in tutto il paese e a rafforzare la collaborazione tra i professionisti del settore.
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