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Moda usa e getta

Il fenomeno del "fast fashion", capi sintetici e a basso costo, cresce a livello globale, con gravi danni per l’ambiente

  • 26 dicembre 2019, 14:12
  • 9 giugno 2023, 20:07
  • CLIMA

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Telegiornale 25.12.2019, 21:00

Negli ultimi 15 anni la produzione mondiale di vestiti è raddoppiata, eppure la metà dei capi d’abbigliamento resta invenduta. Solo l’1% dei materiali utilizzati viene poi riciclato nella fattura di nuovi vestiti, mentre il 12% è destinato ad altri prodotti (isolanti o materassi per lo più). Tutto il resto finisce in discarica.

Lo smaltimento è però solo l’ultimo problema causato dall’industria della moda, responsabile per il 20% del consumo mondiale di acqua, e del 10% delle emissioni di anidride carbonica.

La globalizzazione, accelerata dalla penetrazione di internet, ha poi consentito l’esplosione della fast fashion, la moda “usa e getta” che in pochi anni già rappresenta il 20% del mercato internazionale. Produzioni rapide ed economiche, con gravi conseguenze anche sociali, per via dello sfruttamento della manodopera a basso costo. Una moda sempre più frenetica, per alcuni più democratica perché “accessibile economicamente”. Ma che senza dubbio sta alimentando un iper consumismo tra i consumatori, invogliati ad acquistare, al di là dei loro bisogni.

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