Mohamed Morsi non riconosce l’autorità del tribunale che dovrà processarlo a partire dal 4 novembre. Lo hanno ribadito oggi, lunedì, i suoi sostenitori. Il presidente egiziano deposto dopo le proteste di piazza di quattro quattro mesi fa dovrà rispondere dell’accusa di incitazione all’omicidio, per la morte dei manifestanti caduti il 5 dicembre 2012.
"Frutto di un colpo di Stato"
Coloro che lo appoggiano hanno spiegato che "nessun avvocato difenderà il presidente eletto Morsi, poiché egli non riconosce questo processo né alcuna azione frutto di un colpo di Stato".
In carcere da luglio
Morsi è stato destituito dall'esercito lo scorso 3 luglio e da allora è agli arresti. Dovrà comparire in aula con altre 14 persone.
ATS/Da.Pa
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