Venti morti e decine di feriti: questo il bilancio provvisorio della sparatoria, ancora in corso, avvenuta sabato in un centro commerciale di Nairobi, frequentato da turisti. Alcune persone si trovano in ostaggio. In un primo momento si era parlato di due italiani trattenuti, ora la Farnesina comunica che sono in salvo. Non si ha per ora notizia se vi siano svizzeri coinvolti.
La situazione non è ancora tornata alla normalità: polizia, soldati e forze speciali sono entrate in azione per neutralizzare il commando armato. L’edificio è nel frattempo sorvolato da elicotteri. Un carro armato inoltre è stato piazzato al suo ingresso.
Il Ministero dell'interno kenyota tende a scartare l'ipotesi di un tentativo di rapina, ritenendo più probabile che si tratti del gesto di un gruppo di terroristi, considerato il modo di operare. A suffragare la tesi ci sono anche le testimonianze di alcune persone che sono riuscite a mettersi in salvo, secondo le quali i delinquenti, che non avrebbero esitato a giustiziare le loro vittime, parlano una lingua straniera.
RedMM/TXT
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La preoccupazione dell'ONU
Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, sta “seguendo da vicino con preoccupazione” l'attacco in un centro commerciale di Nairobi, in Kenya. In una nota, Ban ha affermato di aver parlato al presidente Uhuru Kenyatta e di aver offerto la sua
solidarietà alle autorità keniane.
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