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Narcos in festa: i Mondiali valgono milioni

In Messico si teme che la tregua tra i cartelli per sfruttare l’evento finirà presto e torneranno i regolamenti di conti

  • Oggi, 12:56
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I Mondiali sono stati un'occasione di fare affare per tanti in Messico: dai venditori ambulanti di souvernir alla criminalità organizzata
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RG 12.30 del 06.07.26: il reportage di Laura Daverio

RSI Info 06.07.2026, 12:55

  • Keystone
Di: Laura Daverio, da Città del Messico

La sicurezza è una priorità nell’organizzazione di ogni Mondiale, la visibilità dell’evento lo rende un obiettivo sensibile per possibili atti terroristici. C’è poi il tema della sicurezza interna, al centro del dibattito in Messico, dove si è disputata la partita inaugurale e si giocano 13 incontri.

L’opportunità per i cartelli

I Mondiali muovono persone e denaro nelle tre città che ospitano le partite, Città del Messico, Guadalajara e Monterrey, creando un’enorme opportunità per la criminalità organizzata, che oggi è ben lontana dall’occuparsi soltanto di droga. Due esperti di sicurezza che studiano il crimine organizzato in Messico aiutano a comprendere quanto sta accadendo. David Saucedo, consulente in politiche pubbliche e sicurezza, risponde alle principali preoccupazioni che hanno accompagnato questi Mondiali.

“Nell’area metropolitana di Guadalajara, una delle città che ospitano i Mondiali, si prevedeva che il Cartello Jalisco Nueva Generacion potesse compiere azioni di rappresaglia dopo il tentativo di cattura che si sarebbe concluso con la morte del suo leader, El Mencho (lo scorso febbraio), e successivamente dopo l’arresto di Flores, detto El Jardinero, suo braccio destro. Era uno scenario che si riteneva possibile, ma non si è verificato. I gruppi criminali hanno preferito approfittare della Coppa del Mondo per incrementare le proprie attività criminali”.

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Messico, El Mencho e le guerre interne

Modem 25.02.2026, 08:30

Saucedo spiega che dall’inizio dei Mondiali le stragi e perfino gli omicidi sono diminuiti in tutto il Paese, in quella che potrebbe essere una tregua tra i cartelli e con le autorità che, aggiunge, “hanno ridotto le operazioni e hanno evitato interventi. In questi giorni dei Mondiali, in Messico non ci sono stati grandi sequestri di droga, né lo smantellamento di laboratori per la produzione di stupefacenti. Non ci sono stati neppure arresti di narcotrafficanti di alto profilo”.

La tregua

Spiega che i narcotrafficanti diversificano le proprie attività criminali facendo leva su reati già esistenti, ma che hanno registrato un’intensificazione durante i Mondiali. Tra questi vi è il riciclaggio di denaro, realizzato attraverso bar e ristoranti di cui controllano la proprietà, grazie all’elevato afflusso di clienti e il conseguente aumento della circolazione di denaro contante.

Seguono le estorsioni ai danni delle attività del settore turistico e dell’accoglienza ad alto livello: hotel e proprietari di appartamenti affittati tramite piattaforme di affitti brevi, ai quali vengono richieste quote settimanali che possono andare dai 10’000 fino ai 100’000 pesos (460–4’600 franchi ndr)“.

Riciclaggio e estorsioni

Ci sono poi attività che contano sulla richiesta da parte dei consumatori, dalla droga alla prostituzione. La vendita di droghe di fascia alta, soprattutto della cosiddetta “cocaina rosa”, è favorita dal fatto che in Messico costa molto meno che negli Stati Uniti e in Europa. Sul fronte del turismo sessuale, Saucedo afferma: “Diverse organizzazioni criminali, come il Tren de Aragua e i Cartello di Sinaloa e Jalisco Nuova Generacion, hanno sequestrato giovani dalla Colombia e dal Venezuela, trasferendole attraverso reti di tratta di esseri umani a fini di sfruttamento sessuale e offrendo i loro servizi nelle città che ospitano il Mondiale”.

Alberto Islas, fondatore di Global Leading Solutions ed esperto di sicurezza, invita a prendere con cautela i dati ufficiali. “Il governo ritiene che, se diminuisce il numero degli omicidi, allora la situazione stia migliorando. Ma perché ciò funzioni davvero è necessario arrestare gli assassini, catturare i responsabili e risolvere i casi. I criminali hanno cambiato metodo... quando non si trova un corpo, è perché entra nella lista dei desaparecidos”.

Furti e frodi finanziarie

Tra i reati aumentati durante i Mondiali, Islas indica le frodi finanziare, come la clonazione di carte di credito e il furto di identità. “Il primo giorno della vittoria della nazionale si sono verificati numerosi furti di telefoni cellulari. La gente non prendeva particolari precauzioni, mentre chi era lì per rubare sapeva già che ci sarebbe stata una grande concentrazione di persone. Nessuno organizza un’operazione del genere per rubare così tanti telefoni in un solo giorno se non la criminalità organizzata. Qui si vede l’intera filiera: chi ruba un cellulare non riesce a ricavarne molto valore da solo. Occorre estrarre i dati, venderli a un hacker, che a sua volta li cede a qualcuno con accesso ai conti bancari. È un’intera catena del valore, ed è proprio questo che caratterizza il crimine organizzato”.

E dopo i Mondiali?

Islas avverte infine che, con la conclusione dei Mondiali, finirà anche questa fase di relativa calma. “Quello che vedremo sarà, ancora una volta, la prosecuzione della lotta tra i cartelli per il controllo dei territori. Stiamo osservando una forte tensione tra le diverse organizzazioni criminali: alcune hanno membri che collaborano con gli Stati Uniti, altre no. Per questo motivo inizieremo a vedere nuovamente quei regolamenti di conti che durante i Mondiali non si erano più verificati. Ora torneranno a ripresentarsi”.

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