L'Iran chiede un riferimento esplicito al proprio diritto all'arricchimento dell'uranio. È la posizione - non negoziabile - espressa dai rappresentanti di Teheran durante le trattative a Ginevra sui discussi programmi nucleari della Repubblica islamica.
Tale richiesta è stata però già respinta a più riprese dagli Stati Uniti e dai paesi europei coinvolti nelle trattative.
Il viceministro degli esteri iraniano Abbas Arakchi ha tuttavia ribadito, nel corso di un incontro con i media, che il suo paese non accetterà alcun accordo che non riconosca tale diritto.
"Nel corso degli ultimi dieci anni, l'Iran ha resistito alle pressioni politiche e alle sanzioni economiche", ha dichiarato Arakchi ai giornalisti. "Insistiamo affinchè il nostro diritto all'arricchimento dell'uranio sia riconosciuto chiaramente nel testo dell'intesa".
Su questo punto, l'intransigenza dell'Iran non sembra davvero suffragare il clima di maggiore ottimismo sulle trattative, che era emerso a Ginevra dopo l'arrivo del segretario di Stato americano John Kerry, del ministro degli esteri francese Laurent Fabius e del capo della diplomazia britannica William Hague.
I negoziatori di Teheran e quelli del gruppo "5+1" (che riunisce Stati Uniti, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna e Germania) sono impegnati nelle difficili trattative da mercoledì scorso.
Red.MM/AFP/Reuters/ARi








