Gli Stati Uniti hanno bombardato obiettivi militari in Iran in risposta a un attacco contro una petroliera nello Stretto di Hormuz. Il presidente Donald Trump ha minacciato Teheran, mentre il Kuwait ha subito attacchi con missili e droni.
Gli attacchi statunitensi
Gli Stati Uniti hanno colpito obiettivi multipli in Iran sabato, in risposta a un altro attacco contro una nave vicino allo Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato l’esercito statunitense.
L’aeronautica militare statunitense ha “condotto ulteriori attacchi contro molteplici obiettivi in Iran”, prendendo di mira “infrastrutture di sorveglianza militare iraniane, sistemi di comunicazione, siti di difesa aerea, depositi di droni e impianti posa mine”, ha scritto il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) sul social network X.
Secondo il Centcom, questi bombardamenti sono una rappresaglia per un attacco di droni iraniani contro la petroliera Kiku, battente bandiera panamense, che trasportava oltre due milioni di barili di petrolio greggio attraverso lo Stretto di Hormuz.
Le minacce di Trump
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che l’Iran “cesserà di esistere” se gli Stati Uniti decideranno di entrare nuovamente in guerra. Trump ha accusato Teheran di aver violato un cessate il fuoco.
“Gli aerei degli Stati Uniti hanno appena colpito depositi iraniani di missili e droni, nonché postazioni radar costiere, per aver violato l’accordo di cessate il fuoco... ANCORA UNA VOLTA!”, scrive il presidente americano su Truth.
“È molto probabile che non impareranno mai la lezione! Potrebbe arrivare un momento in cui non saremo più in grado di usare la ragione e saremo costretti a portare a termine militarmente l’opera che abbiamo avviato con grande successo. Se ciò accadrà, la Repubblica Islamica dell’Iran cesserà di esistere!”, ha avvertito Trump.
Attacchi contro il Kuwait e Bahrein
Il Kuwait è sotto attacco da parte di “missili e droni ostili”. Lo ha annunciato domenica l’esercito dell’emirato, precisando su X che le difese aeree sono attualmente impegnate a respingere gli attacchi. Nello stesso momento, anche in Bahrein, dove si trova un’importante base navale statunitense, sono risuonate le sirene antiaeree. Il Ministero dell’Interno ha invitato la popolazione a mantenere la calma e a raggiungere il luogo sicuro più vicino.
All’alba, i Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno rivendicato il lancio di missili e droni come azione di rappresaglia, sostenendo di aver distrutto otto infrastrutture militari statunitensi tra la base di Ali al-Salem in Kuwait e quella della Quinta Flotta a Port Salman, in Bahrein. In un comunicato, hanno inoltre avvertito che qualsiasi aggressione nemica, anche contro obiettivi ritenuti insignificanti, riceverà una risposta “implacabile”.
“Gli Stati Uniti non rispettano gli impegni presi”
“I feroci attacchi statunitensi contro le strutture iraniane sulle coste meridionali del Paese, avvenuti nelle prime ore di domenica, hanno dimostrato che questo regime non attribuisce alcun valore né credibilità ai propri impegni e che la violazione degli accordi fa parte della sua natura”. Lo ha affermato il ministero degli Esteri iraniano in un comunicato.

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Notiziario 28.06.2026, 07:00
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