Gli Stati Uniti hanno condotto una terza notte consecutiva di attacchi contro l’Iran. Per oltre cinque ore “le forze americane hanno colpito obiettivi militari” in diverse città portuali del sud dell’Iran, ha indicato il comando USA per il Medio Oriente (Centcom). Quattro esplosioni sono state udite vicino a Bandar Abbas, città portuale situata sullo stretto di Hormuz, secondo l’agenzia di stampa iraniana Irna. Tra gli obiettivi presi di mira ci sono stati “sistemi di difesa costiera, installazioni di droni e missili e mezzi marittimi”, afferma il Centcom. “Li colpiremo duramente oggi e domani”, aveva dichiarato prima dell’inizio delle operazioni Donald Trump, in un’intervista radiofonica.
I Guardiani della Rivoluzione, dal canto loro, hanno rivendicato un’operazione in Bahrein, contro la base militare USA di Juffair. Missili iraniani hanno preso di mira due petroliere nello Stretto di Hormuz, in acque territoriali dell’Oman, uccidendo un membro dell’equipaggio di nazionalità indiana e ferendone altri otto, di cui quattro in modo grave.
Houthi pronti a colpire
Mohammed al-Farah, membro dell’ufficio politico di Ansarullah, il movimento di resistenza houthi che controlla parte dello Yemen ed è sostenuto dall’Iran, ha annunciato che le forze houthi sono pronte a chiudere lo stretto di Bab-el-Mandeb, tra Yemen e Gibuti, che controlla il passaggio dal golfo di Aden al Mar Rosso e al canale di Suez.
Se la minaccia venisse portata a termine, sarebbe un colpo fondamentale per l’export di petrolio dell’Arabia Saudita e per tutto il commercio mondiale, segnando un’importante e pericolosa escalation del conflitto. Gli Houthi hanno già dimostrato di poter colpire quando hanno preso di mira navi legate a Israele, in solidarietà con i palestinesi della striscia di Gaza dopo l’esplodere del conflitto nell’ottobre 2023.
“Se la situazione attuale si aggraverà, Bab el-Mandeb e Hormuz saranno chiuse in una alleanza operativa. I prezzi del petrolio schizzeranno a 200 dollari al barile e sarà uno shock terribile”, ha detto al-Farah.
Il presidente statunitense ritiene comunque che un accordo con l’Iran sia ancora “possibile”. In precedenza, aveva annunciato su Truth che gli Stati Uniti avrebbero preso il controllo dello stretto di Hormuz garantendone la sicurezza, in cambio di un dazio del 20% sui prodotti trasportati. Questo blocco entrerà in vigore oggi alle 22:00, ora svizzera, secondo l’esercito americano. Oggi (martedi) Trump ha lasciato cadere l’idea del dazio.

Medio oriente: terza notte di scontri
Telegiornale 14.07.2026, 12:30





