Una cinquantina di velivoli russi tra aerei ed elicotteri hanno preso di mira obiettivi legati allo Stato islamico in Siria. Tra questi depositi di munizioni a Idlib, un centro di comando – un edificio di tre piani – a Hama e una costruzione utilizzata per armare autoveicoli con esplosivo per attacchi suicidi a Homs. In totale i bersagli colpiti sono stati 12 a cui si aggiungono quelli centrati dai 21 raid condotti dagli Stati Uniti.
È il secondo giorno che i caccia di Mosca entrano in azione nel paese mediorientale, dopo che mercoledì avevano ricevuto il via libera dal Parlamento. Il ministro degli esteri Lavrov ha precisato che le operazioni non saranno estese al suolo iracheno.
Le autorità russe hanno comunicato i nomi dei gruppi armati attaccati, tra i quali figurano, oltre a quello dello Stato islamico, anche il Fronte al-Nusra, legato ad al-Qaida. Ieri la Russia era stata accusata di aver preso di mira le organizzazioni dissidenti, non legate agli islamisti, facendo pure vittime tra i civili. Fonti giornalistiche libanesi giovedì confermerebbero questa notizia.
Intanto giungono informazioni secondo le quali centinaia di soldati iraniani e miliziani libanesi di Hezbollah sarebbero arrivati in Siria, intenzionati ad affiancare le truppe regolari governative. Si prevede quindi una vasta offensiva di terra dell'esercito di al-Assad, accompagnato dall'alto dai caccia russi.
ab/Reuters/AP
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