Sono cento i presunti ribelli del Partito dei lavoratori del Kurdistan (PKK) uccisi durante una vasta offensiva avvenuta negli ultimi cinque giorni nel sud-est della Turchia. Due soldati e cinque civili hanno pure perso la vita durante scontri. L’esercito è da mercoledì impegnato insieme alle forze di polizia speciali in un’operazione di inedita ampiezza e volta a liberare i centri urbani dai militanti. Sono 10'000 gli uomini mobilitati e concentrati sulle due città di frontiera (Siria e Iraq) di Cizre e Silopi, in cui vige il coprifuoco.
Dopo due anni di cessate il fuoco, la scorsa estate sono ripresi i combattimenti fra il PKK e le forze di Ankara. Recep Tayyip Erdogan ha promesso di volere "sradicare" dal paese il movimento. Questa politica intransigente e violenta del presidente è criticata da numerosi partiti dell’opposizione e pure da una parte della società civile.
AFP/AlesS




