“Il Fidesz è stato indebitamente avvantaggiato da una legislazione di campagna restrittiva, da una copertura mediatica parziale e da un’inadeguata separazione fra partito e Stato”: sono le critiche che gli osservatori dell’OSCE rivolgono al partito nazionalista, trionfatore delle legislative ungheresi di domenica.
A spoglio quasi ultimato, con il 44,5% dei suffragi e grazie a una legge elettorale disegnata su misura per avvantaggiarlo (in particolare la definizione delle circoscrizioni), la formazione del premier Viktor Orban si aggiudica 133 seggi su 199, esattamente la maggioranza dei due terzi che gli permette di modificare la Costituzione e con la quale da un quadriennio ha messo a tacere opposizione, media, economia e cultura.
La coalizione di centrosinistra conquista quasi il 26% dei voti e 38 deputati, l’estrema destra dello Jobbik il 20,5% e 23 seggi, i Verdi superano di misura la soglia di sbarramento e avranno 5 rappresentanti.
ATS/AFP/pon
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RG 12.30 del 07.04.14: intervista di Silvia Piazza a Paolo Gudo Spinelli, ex ambasciatore d'Italia in Ungheria e collaboratore dell'Istituto per gli studi di politica internazionale di Milano
RSI Info 07.04.2014, 18:33




