La questione russo-ucraina non ricopre un ruolo significativo soltanto in ambito geo-politico, ma anche in quello sportivo. Il Comitato Paralimpico Internazionale ha infatti annunciato che sei atleti russi e quattro bielorussi potranno partecipare ai giochi paralimpici di Milano Cortina (dal 6 al 15 marzo), gareggiando con bandiera e inno dei propri paesi.
L’esclusione della Russia dai Giochi Olimpici di Parigi 2024 era stata una sanzione indiretta all’invasione russa dell’Ucraina. Quella della Bielorussia era invece dovuta all’appoggio del Paese all’invasione. Alcuni atleti avevano comunque potuto partecipare come “neutrali”, ovvero senza simboli nazionali. La stessa cosa sta succedendo con una ventina di atleti russi e bielorussi che stanno gareggiando alle Olimpiadi di Milano Cortina.
A settembre, però, il comitato paralimpico internazionale ha revocato questa sospensione parziale. Una svolta decisiva è stata presa a dicembre, con una sentenza del Tribunale amministrativo dello sport di Losanna, il quale ha stabilito che l’esclusione degli atleti da parte della Federazione Internazionale di Sci e Snowboard violava le loro stesse regole. Così si è aperta la possibilità della qualificazione per gli atleti russi e bielorussi.
Nello specifico, il comitato paralimpico ha deciso di ammettere due atleti russi nello sci alpino, due nello sci di fondo e due nello snowboard. Per la Bielorussia, invece, gareggeranno un uomo e tre donne, tutti nello sci di fondo.
Non sono mancate le polemiche: Valeriy Sushkevych, presidente del Comitato Paralimpico Ucraino, ha criticato duramente la scelta del Comitato Internazionale, dicendosi “indignato”.






