I Verdi cercano il compromesso per l'applicazione dell'iniziativa sulle residenze secondarie, accolta in votazione l'11 marzo scorso. Alla luce delle difficoltà d'attuazione, il partito propone una «certa elasticità, sempre che l'obiettivo perseguito non venga rimesso in causa».
Come noto, l'iniziativa impone il blocco della costruzione di residenze secondarie ai comuni che ne annoverano già più del 20%.
Per esclusione, si dovrebbe considerare una residenza secondaria ogni alloggio che si aggiunge a quello di domicilio. Tuttavia, i Verdi sono disposti a prevedere una definizione più tollerante, offrendo un margine di manovra ai comuni.
120 giorni
Una delle possibili vie d’uscita sarebbe il grado d’occupazione dello stabile. Un’occupazione di 120 giorni all’anno potrebbe bastare perché un appartamento o una villetta non siano considerati residenza secondaria.
Eredità e rustici
Inoltre, la Confederazione dovrebbe prevedere anche altre eccezioni. La trasformazione di una residenza primaria in secondaria non dovrebbe essere impedita in caso di eredità in discendenza diretta. Le abitazioni che hanno un valore tradizionale, come le baite (»mayens» vallesani) o i rustici ticinesi, dovrebbero essere considerate a parte.
Regioni discoste
Deroghe potrebbero pure essere previste nelle regioni alle prese con il fenomeno dello spopolamento. L'iniziativa di Franz Weber per i Verdi non va interpretata come una catastrofe economica, ma come un trampolino per uno sviluppo turistico e regionale più sostenibile.
Gallery video - Per i rustici “possibili eccezioni"




