Chi riesce a fuggire dalla Striscia di Gaza e ottiene un visto umanitario per la Svizzera ha scarse prospettive di protezione a lungo termine. Secondo gli ambienti dell’asilo, la Confederazione concede soprattutto ammissioni provvisorie. Come ha appreso la RTS, è stato presentato un ricorso alla giustizia federale per ottenere lo status di rifugiato.
Il Centro sociale protestante (CSP) di Ginevra spera che il caso faccia giurisprudenza. L’organizzazione ha recentemente presentato un ricorso al Tribunale amministrativo federale (TAF) per contestare la decisione presa dalle autorità della migrazione contro una famiglia fuggita dalla Striscia di Gaza. La Segreteria di Stato della migrazione (SEM) ha respinto la domanda d’asilo della famiglia e ha concesso un’ammissione provvisoria, ossia un diritto di soggiorno in attesa di un ritorno nel Paese d’origine, al momento impossibile.
Questa decisione non sarebbe un caso isolato. Gli ambienti dell’asilo parlano di una pratica generale nei confronti delle decine di abitanti di Gaza che riescono a ottenere un visto umanitario per la Svizzera e che poi presentano una domanda d’asilo.
La Matinale di RTS del 15.04.2026:
La tesi della persecuzione collettiva
Per Raphael Rey del CSP, bisogna accordare lo status di rifugiato agli abitanti di Gaza. Il ricorso presentato dalla sua organizzazione al Tribunale amministrativo federale si basa sulla nozione di “persecuzione collettiva”. “Sia il diritto internazionale, che il diritto svizzero riconoscono la nozione di persecuzione collettiva”, sottolinea il giurista del CSP. Questa nozione è stata applicata per esempio nel contesto del massacro di Srebrenica o del genocidio in Ruanda.
Secondo questo esperto di diritto d’asilo, i criteri della persecuzione collettiva sarebbero “ampiamente soddisfatti nel caso di Gaza”. “Siamo davvero in una situazione in cui vengono commessi crimini di guerra e crimini contro l’umanità, in cui l’intera popolazione è presa di mira in modo indiscriminato, senza alcuna possibilità di fuga, né interna né esterna”, prosegue Raphael Rey, interpellato da RTS.
In Francia, per esempio, la Corte nazionale del diritto d’asilo ha già giudicato due volte che “i cittadini palestinesi originari della Striscia di Gaza possono chiedere lo status di rifugiato”.
La Segreteria di Stato difende la sua pratica
In attesa di una decisione della giustizia federale, la SEM difende la sua pratica e respinge ogni accusa di ignorare la sofferenza degli abitanti di Gaza. L’ufficio procede a un’analisi caso per caso. “I criteri per ottenere uno status di rifugiato sono definiti molto chiaramente dalla legge”, ricorda Nicolas Cerclé, portavoce della Segreteria di Stato della migrazione. “Ogni domanda viene analizzata caso per caso, individualmente e minuziosamente e se la persecuzione sul posto giustifica lo status di rifugiato, noi accordiamo questo status”.
Per quanto riguarda il numero di abitanti dell’enclave palestinese riconosciuti come rifugiati e quanti hanno ricevuto un’ammissione provvisoria, la Segreteria di Stato della migrazione precisa che “le statistiche sono registrate secondo la nazionalità, ma non secondo l’origine etnica. I dati riguardanti i palestinesi non possono quindi essere forniti”.

Aiuti umanitari ridotti nella Striscia di Gaza
SEIDISERA 08.04.2026, 18:00
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