Un rapporto delle Nazioni Unite denuncia un forte aumento del numero di combattenti stranieri che decidono di trasferirsi in teatri di guerra. Nel 2014 vi è stato un balzo del 70% di queste persone, che sono approdate soprattutto in Iraq e in Siria, per combattere tra le fila dello Stato islamico e di al Qaeda.
Stando al rapporto, questi miliziani, mossi apparentemente da idealismo, frequentano delle vere e proprie scuole, che formano al combattimento. Non solo, tra loro sono anche molti coloro che dopo qualche tempo si rendono conto di aver preso una decisione sbagliata e decidono di tornare in patria.
La maggior parte cerca di reintegrarsi pacificamente; una minoranza mantiene legami con i gruppi terroristi e non rinnegano le esperienze vissute. Persone, queste ultime, che, stando al documento, costituiscono un "grande pericolo" per l’Occidente.
Red.MM/mas




