In futuro, i servizi informativi dovrebbero poter sorvegliare la posta, le comunicazioni telefoniche, i computer e le conversazioni in caso di sospetti di attività terroristiche, spionaggio, commercio illegale di armi chimiche o nucleari, attacchi ad infrastrutture sensibili o agli interessi nazionali.
Lo prevede la nuova legge sul servizio informazioni, adottata oggi dal Consiglio federale e inviata in consultazione. Un progetto simile era però stato fortemente criticato dal Parlamento nel 2008. Per il Governo tali misure sono invece "necessarie" perché quelle attuali sono "insufficienti per condurre azioni preventive".
Come funzionano le misure di sorveglianza
Le misure di sorveglianza durano tre mesi e possono poi essere rinnovate previa richiesta alle istanze competenti. Il responsabile dei servizi di informazione può, in caso di necessità, ordinare misure di sorveglianza immediate, ma dovrà informare entro 24 ore le autorità superiori. Al termine dell'attività di sorveglianza le persone interessate dovranno essere informate dell'avvenuta raccolta di dati.
Per evitare fughe di dati, la legge prevede anche la possibilità che i membri del servizio informazioni, o le persone esterne che lavorano per tali servizi, possano venir sorvegliate e perquisite nei rispettivi spazi di lavoro.
I partiti esamineranno il progetto
I partiti intendono esaminare nel dettaglio il nuovo progetto di legge. Per il PS, la presentazione di Ueli Maurer "lascia aperte numerose questioni", mentre le risposte sono "urgenti e necessarie". Il PPD "vede la necessità di agire" ora che la scena terroristica "sta evolvendo", ma bisogna "tenere conto dei diritti della persona e di quanto avviene nei paesi confinanti".
Il PLR dal canto suo ritiene "positivo il principio su cui si fonda il nuovo progetto", intende tuttavia "esaminarlo minuziosamente". Rispetto a quella precedente, la nuova versione "offre un margine di manovra giuridica maggiore nella lotta contro il terrorismo pur rispettando i principi dello stato di diritto". L'UDC, infine, ha fatto sapere che esprimerà le proprie opinioni in seguito, dando "particolare peso alla libertà dei cittadini, la loro sicurezza e il principio di proporzionalità".
Secondo Ueli Maurer, i provvedimenti invasivi di sorveglianza preventiva dovrebbero riguardare "una decina di casi l'anno". Rispetto al 2008, ha spiegato il consigliere federale rispondendo alla critiche, "non si potrà più parlare di decisioni arbitrarie", visto che "oltre al capo del Dipartimento federale della difesa le misure di sorveglianza rafforzate devono essere approvate dal Tribunale amministrativo federale". Per quanto riguarda la lotta allo spionaggio economico, stando al presidente della Confederazione tale attività "non riveste carattere prioritario per il SIC, anche se il Consiglio federale può ordinare misure protettive contro simili pratiche".
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Il servizio di Fabio Storni
RSI Info 08.03.2013, 18:56




