Il governo portoghese ha decretato lo stato di calamità nelle aree più colpite da Kristin, il fenomeno meteorologico estremo che l’Istituto portoghese del mare e dell’atmosfera (IPMA) classifica ora come “ciclone bomba” o “ciclogenesi esplosiva”.
Mercoledì, i venti hanno toccato picchi di 200 km/h, provocando distruzioni soprattutto nel centro del Portogallo continentale, in particolare nelle province di Coimbra e Leiria.
Il peggio ora sembrerebbe essere passato ma gli effetti sono ancora visibili e pesanti: circa 774 km di linee ad alta tensione sono fuori uso e lasciano 440’000 persone senza elettricità. In molte zone manca anche l’acqua, e intanto si registrano gravi inondazioni a causa degli scarichi delle dighe sotto pressione per via delle piogge, ancora insistenti, o dello scioglimento della neve dei giorni scorsi.
Particolarmente difficile la situazione a Alcácer do Sal, dove l’innalzamento del livello del fiume Sado ha allagato il centro cittadino, condizionando il traffico e costringendo all’evacuazione di diverse case.






