Barack Obama è pronto a convincere gli statunitensi della necessità di una vasta offensiva, anche militare, contro l’avanzata dei jihadisti dello Stato Islamico in Iraq e Siria. Secondo le prime indiscrezioni, l’operazione sarà fondata su attacchi aerei (anche sulla Siria) e sulla creazione di un’ampia coalizione internazionale volta a aggredire e indebolire l’IS.
RG 07.00 del 10/09/2014 Il servizio di Emiliano Bos
RSI New Articles 10.09.2014, 10:08
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Intanto, il presidente, in vista proprio del discorso che terrà mercoledì sera (ora statunitense) ha ricordato ai leader del Congresso di aver la facoltà di decidere da solo, perché di fronte a un problema di sicurezza nazionale.
RG 08.00 del 10/09/2014 La corrispondenza di Thomas Paggini
RSI New Articles 10.09.2014, 10:09
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"Israele deve cogliere il momento"
"Israele è pronto a dare il suo contributo", ha detto il ministro della difesa Moshe Yaalon criticando poi l’impreparazione del mondo di fronte a una minaccia tanto seria.
Lo Stato Ebraico ufficialmente non fa parte della coalizione di paesi che sotto la guida degli Stati Uniti si prepara a combattere gli islamisti, ma l’intelligence dello Stato Ebraico ha già fornito agli Stati Uniti immagini satellitari sulle posizioni dei jihadisti e avrebbe reso disponibili informazioni su potenziali collaboratori occidentali dello Stato Islamico.
Per il ministro delle finanze Yair Lapid, "Israele deve cogliere questo momento favorevole per stringere rapporti con i paesi arabi".
RG 07.00 10/09/2014 Il contributo di Michele Giorgio
RSI New Articles 10.09.2014, 10:10
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Cittadini statunitensi contro l'IS
Quasi due terzi degli statunitensi credono che sia nell’interesse del loro Paese attaccare l’IS. Secondo un sondaggio del Wall Street Journal-Nbc, il 40% degli americani ritiene che l'azione militare debba essere limitata agli attacchi aerei; il 34% ritiene invece che oltre agli attacchi sia importante anche un’azione via terra.
Red.MM/Radiogiornale




