Dallo Shard al Villaggio Olimpico, dalla catena di supermercati Sainsbury's alla banca Barclays, passando per il condominio più esclusivo di Londra dove gli appartamenti costano dai 30 milioni di sterline in su. E ancora, la sede della borsa, il Camden Market, la nuova City a Canary Wharf.
Affinità elettive fra monarchi
Il portfolio (britannico) del Qatar risplende sontuoso, almeno quanto quei 10 miliardi di euro che il suo fondo sovrano ha investito nel Regno. Altrettanti (o forse più) ne arriveranno nei prossimi anni, perché la Gran Bretagna resta la destinazione prediletta. Sarà per le affinità elettive tra monarchi, che quando lo sceicco Tamim bin Hamad Al Thani, capo di Stato qatariota, atterra a Heathrow, è la regina in persona ad accoglierlo in pompa magna. Un onore riservato a pochissimi. D’altronde l’emirato arabo - più piccolo del Belgio ma con il reddito pro-capite più alto al mondo - è un serbatoio gigante dell’economia britannica.
In mano al Qatar
Anche nel mezzo della crisi economica mondiale. Come nel 2010. Saputo che i magazzini del lusso Harrrods erano in vendita, la Qatar Holdings ha staccato un assegno di 1,5 miliardi di sterline all’ex proprietario, l’egiziano Mohamed Al-Fayed. Un’acquisizione dall’alto valore simbolico, di uno degli edifici iconici della capitale. Anche per questo chi oggi sospetta (e accusa) Doha di fiancheggiare l'autoproclamato Stato islamico (IS o ISIS) ha promosso il boicottaggio proprio di questa mecca del consumismo.
Le considerazioni di Filippo Dionigi, professore alla London school of economics ed esperto di Medio Oriente
RSI New Articles 02.11.2014, 12:48
Sostenere il terrorismo
Chi compra da Harrods sostiene il terrorismo, la denuncia è dell'avvocato Mark Lewis. Una campagna che ha subito incontrato un ampio consento, tra i filo-israeliani, le organizzazioni per i diritti civili (decisamente trascurati in Qatar), ma anche all’interno dell’establishment politico. "Siamo forse accecati dai nostri interessi commerciali?", ha chiesto - sfidando la logica della realpolitick - il deputato conservatore Mike Freer. Accecati per opportunismo, orbi per convenienza. Nella “black list” compilata dal ministero del Tesoro statunitense compaiono sette nomi di fondamentalisti islamici legati al Qatar. Londra ne segnala uno solo, ignorando gli altri. Una dimenticanza difficilmente casuale.
Lorenzo Amuso




