I loro occhi non erano più abituati alla luce naturale. Era quindi scontato che, appena usciti, il sole li avrebbe accecati. Qualcuno ha detto addirittura "sento l’aria sulla pelle", altri erano sorpresi che il tempo della loro permanenza a 400 metri di profondità fosse già finito.
I 15 volontari – 7 donne e 8 uomini, tra i 27 e i 50 anni – hanno partecipato all’esperimento "Deep Time" e trascorso 40 giorni nella grotta di Lombrives, nei Pirenei, una delle più grandi d’Europa.
Il gruppo, accompagnato dall’esploratore franco-svizzero Christian Clot, ha dovuto a vivere a 12°C e con un’umidità del 95%. L’acqua andava recuperata in due laghi e purificata, mentre per avere corrente elettrica, bisognava pedalare!
Condizioni difficili, quelle di questo esperimento, il cui scopo era quello di studiare l’impatto della perdita di riferimenti spazio-temporali a livello fisiologico, cognitivo ed emotivo. Le conclusioni potrebbero servire alle missioni spaziali, ma anche alla cura di disturbi come l’Alzheimer, vertigini e altre patologie.






