I bombardieri russi hanno compiuto i primi raid contro le posizioni siriane dell'autoproclamato Stato islamico (IS) decollando da una base iraniana. Russia e Iran sono infatti tra i principali alleati del regime di Bachar Al-Assad. Gli Stati Uniti (a capo di una coalizione internazionale che da mesi bombarda il paese), pur in disaccordo con Mosca, erano a conoscenza dell’operazione. Secondo il portavoce del Dipartimento di Stato Mark Toner "gli attacchi dell’aviazione russa non fanno che peggiorare la situazione in Siria. Da parte nostra continuiamo a puntare sulla diplomazia".
Mosca ha messo in campo i bombardieri a lungo raggio Tupolev-22M3 e quelli strategici del tipo Soukhoï-34. Il ministero russo della Difesa ha confermato i decolli dalla base iraniana di Hamadan, nel nord ovest del paese.
Secondo Mosca sono stati distrutti almeno 5 grandi depositi di armi e di munizioni, diversi campi di addestramento e alcuni centri di comando della jihad in Siria. Molti militi dell’IS sarebbero rimasti uccisi nei bombardamenti che sono stati i primi, dall’inizio delle operazioni di militari di Mosca contro l’IS oltre un anno fa, ad essere effettuati a partire da una base non controllata dalla Russia.
ATS/AFP/Swing
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