Sembrano ridimensionarsi le temute conseguenze per il traffico aereo del richiamo di oltre 6’000 A320 annunciato da parte di Airbus venerdì. Questo per un aggiornamento del software, da effettuare per contrastare una vulnerabilità alle radiazioni solari, dopo l’incidente sfiorato di un apparecchio di JetBlue il 30 ottobre fra Cancun in Messico e Newark negli Stati Uniti. L’aereo aveva improvvisamente puntato verso il basso e aveva finito con il posarsi d’urgenza a Tampa, in Florida. Quindici passeggeri avevano riportato ferite.
L’operazione di aggiornamento è di per sé semplice e della durata di un paio di ore, ma da effettuare in serie su quello che è il modello più diffuso fra i grandi velivoli dell’aviazione commerciale. Alcune compagnie - delle 350 toccate - dispongono di centinaia di esemplari, ma la correzione sembra poter essere completata nel giro del fine settimana, se si escludono un centinaio di apparecchi a livello mondiale che saranno fermi più a lungo, secondo il ministro dei trasporti francese Philippe Tabarot. Il ministro ha lodato la trasparenza e l’assunzione di responsabilità da parte del costruttore europeo.
Su oltre 5’000 aerei l’intervento sarebbe già andato a buon fine entro sabato mattina - sempre secondo Tabarot. EasyJet ha per esempio fatto sapere di non aver dovuto cancellare alcun volo e lo stesso dicasi per Lufthansa, SAS, Air India. Disagi minori sono stati confermati da vettori come Delta, mentre All Nippon Airways ha soppresso una sessantina di collegamenti sabato.
Anche la Swiss ha fatto sapere di aver attraversato la crisi senza danni: i suoi tecnici hanno già terminato la conversione “senza alcuna restrizione per le operazioni di volo né alcun impatto per i passeggeri”, secondo quanto comunicato dalla compagnia elvetica di proprietà della Lufthansa. Gli specialisti hanno lavorato a ritmo serrato nel corso della notte fra venerdì e sabato.

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Notiziario 28.11.2025, 22:00
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Airbus, a terra oltre 6000 aerei
Telegiornale 29.11.2025, 20:00








