"La strage - ci dice Francesco Somaini già collega giornalista al CdT e oggi Assistant professor del Department of Communication della Central Washington University di Ellensburg - stavolta, si è consumata vicino a noi. Quasi a fianco". Per questo gli abbiamo chiesto una cronaca dei fatti e le sue riflesisoni.
"Questa volta è successo davvero vicino, e la paura che una cosa del genere possa accadere a te e ai tuoi cari ti manda un brivido su per la schiena. Fino a qualche settimana fa lavoravo all'Università dell'Oregon a Eugene, che si trova a un'ora di autostrada da Roseburg. Uno dei miei ex studenti è proprio di là. Quando ho postato la notizia su Facebook, mi ha subito messo un commento: “È nella mia città. Per fortuna tutti i miei amici là stanno bene”. Non mi ha fatto sentire davvero sollevato.
La notizia ha chiaramente lasciato scioccati tutti: studenti, insegnanti, genitori. Di fronte all'ennesimo episodio, però, penso che nessuno di noi sia rimasto incredulo. Cerchiamo di non pensarci ma, visti i precedenti, è solo una questione di tempo. Oggi vivo nello stato di Washington, in un'area rurale in cui sembrano esserci molte più persone contrarie a maggiori controlli sulle armi da fuoco di quelle che mi sembrava ci fossero a Eugene. Perché l'argomento risulti tanto controverso pur alla luce di una sequela impressionante e sempre più frequente di massacri di questo tipo è, razionalmente, difficile da comprendere. I mass media tendono a sottolineare le divergenze, spesso creando artificialmente l'impressione di un'opinione pubblica divisa esattamente a metà. Basti pensare al tema del riscaldamento globale. In tema di “diritto alle armi”, tuttavia, secondo i sondaggi, gli americani sono davvero spaccati. D'altro canto, grazie anche all'uso dei social media, mai come negli ultimi anni il cittadino medio ha avuto modo di essere compiutamente informato sulle statistiche, le quali mostrano in modo chiaro che laddove le armi da fuoco sono difficilmente accessibili, le stragi accadono molto raramente. Forse la propaganda di chi ha interesse a mantenere lo status quo è semplicemente più efficace di qualsiasi argomentazione basata su dati di fatto".
Francesco Somaini





