La Russia "si deve sviluppare con calma ed efficacia, senza isolarsi dal resto del mondo, senza rompere i legami con i propri partner, ma senza permettere a nessuno di comportarsi in modo sprezzante". Lo ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin in un incontro a Yalta, in Crimea, la regione parte dell'Ucraina e oggi, in seguito al referendum, integrata nella Federazione russa.
Intanto in Ucraina orientale si continua a morire. L'ONU ha reso noto mercoledì che sono più di 2'000 le persone, di cui la metà solo nelle ultime due settimane, che hanno perso la vita nel conflitto tra le truppe di Kiev e i miliziani filorussi.
Il numero delle vittime è raddoppiato in 15 giorni con l'intensificarsi dei combattimenti che hanno portato le truppe di Kiev a stringere la morsa sui due principali bastioni separatisti: Donetsk e Lugansk, dove da giorni piovono i proiettili dell'artiglieria ucraina. Una ferita ha costretto alle dimissioni Valeri Bolotov, leader dell'autoproclamata Repubblica popolare di Lugansk.
M.Ang./ATS




