Intervista

Sub morti alle Maldive, cosa potrebbe essere andato storto

L’esperto di immersioni Beat Müller spiega i rischi del “cave diving”: nelle grotte servono attrezzature e formazioni specifiche e ogni problema va risolto sul posto

  • Ieri, 10:59
  • Ieri, 11:09
Maldive: le operazioni di ricerca e soccorso sono in corso

Maldive: le operazioni di ricerca e soccorso sono in corso

  • Keystone
Di: Martina Koch (SRF), intervista originale - ludoC, adattamento

Un tragico incidente subacqueo alle Maldive ha causato la morte di cinque subacquei italiani e di un soccorritore. Il gruppo si è avventurato in una grotta di corallo nell’atollo di Vaavu. L’esperto Beat Müller*, subacqueo da oltre 30 anni, spiega alla SRF perché le immersioni in grotta sono così pericolose e cosa potrebbe essere andato storto.

La differenza fondamentale tra acque libera e grotte

“Nelle immersioni in acque libere si può sempre risalire in superficie per respirare. In una grotta no”, spiega Müller. Si parla di “Overhead Environment”, un ambiente con un tetto sopra la testa. Qualsiasi problema deve essere risolto sul posto, prima di poter tornare all’uscita.

Il modo di pensare cambia completamente. I subacquei in acque libere ragionano in verticale: scendono a una certa profondità e poi risalgono. Nelle grotte bisogna pensare in orizzontale, sottolinea l’esperto

Serve una formazione specifica

Per le immersioni in grotta serve una preparazione diversa. L’attrezzatura vitale deve essere portata in doppia o tripla copia. Chi si avventura in questi ambienti deve conoscere i rischi, avere la formazione adeguata e rispettare tutte le misure di sicurezza.

“Ogni attività umana comporta dei rischi”, afferma Müller. “Ma i rischi diventano pericoli solo quando non ci si comporta in modo adeguato”.

I pericoli principali

In una grotta bisogna seguire un percorso obbligato. A volte ci sono tratti asciutti da attraversare, altre volte si deve scendere a grandi profondità. La distanza dall’uscita può essere notevole e i passaggi stretti rallentano la progressione, aumentando il consumo d’aria.

Altri rischi: il fango sollevato può ridurre la visibilità a zero. Se si rompe la corda guida, si perde l’orientamento. Le conseguenze possono essere fatali.

Cosa è successo alle Maldive

I fatti accertati sono pochi. La grotta di corallo ha l’ingresso tra i 55 e i 58 metri di profondità. La prima sala si trova a circa 60 metri, la seconda a 70 metri. Una terza camera ancora più grande è a 80 metri di profondità.

“A queste profondità non si dovrebbe immergere con i sistemi aperti usati nelle immersioni ricreative”, spiega Müller. Servirebbero almeno i cosiddetti rebreather, con miscele di gas respirabili adatte a tali profondità. Non si sa se i subacquei morti fossero equipaggiati in modo adeguato.

Un luogo vietato?

(con ATS/ANSA) Le Maldive non sono note per le immersioni in grotta. Müller spiega a SRF di non conoscere nessuno che ci sia mai andato per questo tipo di immersioni. Inoltre, alle Maldive è vietato per legge immergersi oltre i 30 metri di profondità, almeno di non disporre di un permesso speciale Nel frattempo continuano quindi le indagini per accertare le cause della tragedia e stabilire le responsabilità. Sotto la lente, oltre alle attrezzature, finiscono anche le autorizzazioni. In un’intervista al Corriere della Sera Mohamed Hussain Shareef, portavoce del presidente delle Maldive, Mohamed Muizzu, sostiene che nella lista del team di ricerca non comparirebbero i nomi del capobarca e di una ragazza, figlia di una professoressa.

Una circostanza su cui il tour operator verbanese Albatros Top Boat sottolinea - attraverso la sua legale Orietta Stella - che “il permesso di cui si parla non è per le immersioni, ma per l’attività scientifica”. “Viene da sé - sostiene l’avvocata - che ad averlo dovessero essere i ricercatori e non le guide. Così come è scontato che i ricercatori non si immergessero senza guide”. Ad intervenire anche l’università di Genova che ribadisce: “L’attività di immersione subacquea, nel corso della quale si è verificato l’incidente, non rientrava nelle attività previste dalla missione scientifica, ma è stata svolta a titolo personale”. “Per quanto riguarda le autorizzazioni alle immersioni, espressamente vietate dall’Ateneo - aggiunge l’università -, si precisa che le richieste presentate alle autorità maldiviane sono state evidentemente formulate al di fuori del perimetro della missione autorizzata dall’Ateneo”.

*Beat Müller fa parte dell’Associazione Svizzera di Speleologia Subacquea e forma istruttori di immersioni in grotta.

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