I presidenti cinese e russo Xi Jinping e Vladimir Putin hanno riaffermato mercoledì la forza delle relazioni tra le due potenze nonostante le turbolenze internazionali, meno di una settimana dopo il tentativo di distensione condotto a Pechino dal loro omologo statunitense Donald Trump.
“Abbiamo saputo approfondire senza sosta la fiducia politica reciproca e il coordinamento strategico con una perseveranza incrollabile che ha resistito a mille prove”, ha detto Xi in un primo colloquio, chiamando l’ospite “vecchio amico”. Putin, che si è rivolto al padrone di casa definendolo “caro amico”, ha dal canto suo parlato di relazioni a un “livello senza precedenti” nonostante i “fattori esterni sfavorevoli”. L’accoglienza, con una calorosa stretta di mano, si era svolta sulle scale del Palazzo del popolo, simbolo nel potere nel cuore di Pechino, con inni, guardia militare, bambini con le bandiere dei due Paesi e salve di cannone.
Al centro del viaggio del presidente russo, meno di 24 ore di permanenza in Cina iniziate poco dopo le 23 ora svizzera di martedì, ci sono le questioni internazionali. Dal conflitto in Ucraina, dove Pechino auspica negoziati di pace ma non sono da prevedere pressioni in tal senso sull’alleato, alle minacce di ripresa delle ostilità attorno al Golfo. Xi Jinping ha dichiarato che una ripresa dei combattimenti in Medio Oriente sarebbe “inopportuna”.
Economia ed energia
Il vero termometro della riuscita o meno del vertice dovrebbe essere costituito dalle questioni economiche ed energetiche in particolare. A cominciare dal progetto del grande gasdotto “Forza della Siberia 2” che collegherebbe le più grandi riserve di gas naturale russe nel nord della Siberia e la Cina. È fondamentale per la Russia, che vi vede uno sbocco per i suoi idrocarburi abbandonati dall’Europa in seguito all’invasione dell’Ucraina. Ma la sua realizzazione tarda. Pechino punta alla diversificazione, ma una spinta al gasdotto potrebbe venire dalle difficoltà attuali nelle forniture energetiche dai Paesi arabi, penalizzate dal blocco dello Stretto di Hormuz.
I legami sino-russi si sono rafforzati dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia nel 2022. Le esportazioni di petrolio russo verso la Cina sono aumentate di circa il 30%, mostrano dati di centri di analisi europei. La relazione complessiva è tuttavia squilibrata: le importazioni russe hanno rappresentato solo circa il 5% delle importazioni della Cina nel 2025, secondo le dogane cinesi. Al contrario, la Cina ha rappresentato più di un terzo delle importazioni e più di un quarto delle esportazioni della Russia nel 2025, secondo l’agenzia russa Tass.
Xi e Putin si sono incontrati quasi 40 volte nel corso di oltre 13 anni di esercizio concomitante del potere, si sono poi seduti al tavolo delle discussioni, con la visita di Trump tra i diversi temi di interesse comune. Il Cremlino descrive la successione delle visite di Trump e Putin come fortuita. La venuta di Putin, che è alla sua 25esima visita in Cina, era prevista prima che Trump rinviasse la sua inizialmente programmata a fine marzo.









