La battaglia ad Aleppo non può essere vinta solo sul terreno. Si potrebbe riassumere in questo modo la presa di posizione di Nazioni Unite e Unione Europea. Sabato, rappresentanti delle due istituzioni, hanno ribadito la necessità di puntare su negoziati per permettere un futuro vivibile per la Siria.
"Può vincere la guerra", ha tuonato Federica Mogherini, a capo della diplomazia europea, "ma può perdere la pace", indirizzando le sue parole al presidente siriano Bashar al Assad nel corso della conferenza sul Mediterraneo a Roma. Da più parti è stato auspicato che Assad scenda a compromessi e soprattutto cominci a intavolare discussioni fra le parti in conflitto. Oltre la metà di Aleppo (che ha un superficie simile a quella di Milano) è ora sotto il controllo delle forze lealiste. In termini umanitari, viene calcolato che in quattro giorni (dati UNICEF), 19'000 bambini risultano sfollati nell’area di Jibreen, a est della città.
Reuters/AlesS






