Gli Shabaab – il gruppo terrorista che ha organizzato l’assalto a Nairobi - sono il risultato di un paese devastato da oltre 20 anni di guerra civile. La Somalia è stata “senza istituzioni, senza vita sociale, senza istruzione…senza nessuna prospettiva di vita”.
Lo dice ai microfoni della RSI Ibrahim Hagi Abdulkadir, pediatra che vive da anni in Italia e che dal 2010 è l’ambasciatore della Somalia presso alcune agenzie dell’Onu con sede a Roma (Fao, Programma alimentare mondiale e Ifad).
Shabaab vuol dire “giovani”. E proprio tra i giovani gli Shabaab hanno sempre reclutato i propri militanti. I figli del disastro somalo sono nati e cresciuti nella violenza, aggiunge l’ambasciatore Abdulkadir, in un contesto dove negli anni si sono poi aggiunti anche combattenti stranieri.
Negli ultimi anni la Somalia sta comunque cercando di scrollarsi di dosso il suo difficile passato. Gli Shabaab sono stati messi in fuga da Mogadiscio e da altre città grazie soprattutto alla forza di pace inter-africana. E oggi, conclude il diplomatico somalo, questi gruppi “non hanno supporto popolare e basterebbe poco per sconfiggerli in modo definitivo”.
Emiliano Bos
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Intervista di Emiliano Bos
RSI Info 24.09.2013, 13:57





