Si dice dramma dei migranti e si pensa ai naufragi nel Mediterraneo. Un mare che la comunità internazionale vorrebbe sorvegliare per evitare il prolungarsi dell'ecatombe. Ma nonostante tutti gli sforzi il numero delle vittime dei naufragi non diminuirà. Ne è convinto anche l'ammiraglio Nicola Carlone della guardia costiera italiana che venerdì era a Ginevra per un vertice umanitario organizzato dalla Webster university.
La sorveglianza su quanto succede nel Mediterraneo è costante
Cresciuto fino ai 18 anni a Vevey, oggi Nicola Carlone è il responsabile per l'Italia delle operazioni di salvataggio nel Mediterraneo. Le storie che narra, facendosi portavoce di tutti gli uomini e le donne impegnati nella missione, sono spaventose. Nelle sue cartine ci sono le mille strade marittime dei migranti e tutto il pericolo che corrono per cercare di raggiungere l'Europa. Molti muoiono da anni nel viaggio disperato verso l'Europa dall'Africa e dal Medio Oriente. Tanti sono morti anche nel 2015 e probabilmente altrettanti perderanno la vita in questo 2016.
Nicola Carlone di fronte alla situazione cui quotidianamente assiste in mare è pessimista, ma di certo non rinunciatario. Uomini e mezzi sono pronti a riprendere il mare nel caso in cui la rotta del Mediterraneo dovesse.
Diem/TG/RG
Per saperne di più il nostro dossier: Le vie dei migranti
RG 12.30 del 21.02.16: la corrispondenza di Gabriele Fontana
RSI Info 21.02.2016, 14:28
Contenuto audio
Dal TG20
Parla l'ammiraglio impegnato nel Mediterraneo
Telegiornale 19.02.2016, 21:00






