Circa un bambino su 1’000, in tutto il mondo, nasce con la Sindrome di Down, un’anomalia cromosomica presente da sempre nella natura umana, diffusa in tutte le regioni del mondo. Questa condizione può però influenzare lo stile di apprendimento, le caratteristiche fisiche o lo stato di salute.
Per sensibilizzare l’opinione pubblica su questo tema, le Nazioni Unite celebrano il 21 marzo la Giornata internazionale della Sindrome di Down, che quest’anno è dedicata al tema della solitudine. La solitudine viene presentata non solo come un sentimento emotivo, ma anche come un grave problema di salute che può portare ansia, depressione e persino danni fisici, spesso legati all’esclusione sociale e alla stigmatizzazione.
La storia di Lloyd Martin
È il 2024 quando Lloyd Martin, all’età di 19 anni, supera la linea d’arrivo della maratona di Londra ed entra nel Guinness World Record come la persona più giovane con la Sindrome di Down ad aver completato una maratona.
Lloyd è un atleta versatile: oltre a essere un maratoneta, è anche un ginnasta e da vero sportivo, quando si pone un obiettivo, fa di tutto per raggiungerlo. “Mi piacciono le sfide” racconta. A confermarlo, anche la mamma Ceri: “Recentemente ha partecipato a un triathlon. Non sapeva andare in bicicletta e ha deciso di imparare. È caduto diverse volte ma alla fine è riuscito”.
“Ogni cosa è possibile, seguite i vostri sogni”, conclude Lloyd. Anche sua mamma Ceri vuole condividere un messaggio: “È uno shock quando ti dicono che hai un bambino che è nato con una disabilità, ma in realtà non è la fine del mondo. Incoraggiatelo e supportatelo come fareste con qualsiasi bambino. I figli li vuoi solo portare verso una buona direzione, facendo fare loro quante più attività possibili, diverse esperienze di vita, e loro troveranno qualcosa che amano fare. La differenza è che i bambini con la Sindrome di Down hanno bisogno di un supporto extra”.





