Riprendono a Ginevra le discussioni sul futuro della Siria, dopo che il 24 marzo l’inviato speciale per le Nazioni Unite Staffan de Mistura ha deciso di sospendere i colloqui, invitando la delegazione di Damasco a ritornare al tavolo dei negoziati con proposte concrete sulla transizione politica.
Nello stesso tempo, il popolo siriano, ancora pesantemente lacerato dal conflitto*, diviso fra sostenitori e oppositori di Bashar al Assad, confrontato con i movimenti ribelli e con gli uomini dell’autoproclamato Stato Islamico, è chiamato alle urne per le elezioni legislative. Senza sorprese, dicono i sondaggi, dovrebbe uscire un risultato fotocopia a quello registrato nel 2012: il partito al potere otterrebbe la maggioranza delle preferenze. Sono 3'500 i candidati che si sono presentati per i 250 seggi a disposizione.
*Un cessate il fuoco è stato proclamato il 27 febbraio
AFP/AlesS
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