Amnesty International ha denunciato martedì l’uccisione di 115 civili a Raqqa, in Siria, da parte delle forze governative lo scorso novembre. Secondo le autorità siriane i raid avevano come obiettivo gli jihadisti dell’autoproclamato Stato islamico (IS), che controllano la città. “La presenza dell'IS non autorizza l’esercito a bombardare a tappeto uccidendo civili”, ha commentato l’ONG.
Nel frattempo, gli inquirenti dell’ONU sul conflitto hanno annunciato che avrebbero condiviso, con la giustizia di certi Stati, nomi e informazioni su autori di crimini di guerra affinché i responsabili siano giudicati. Lo ha detto il presidente della commissione d’inchiesta, Paulo Pinheiro, presentando il suo rapporto al Consiglio dei diritti dell’Uomo, riunito a Ginevra.
Presente anche l’ex procuratrice e membro della commissione d’inchiesta Carla Del Ponte, che ha ribadito quanto aveva rivelato in un intervista rilasciata lunedì alla RTS, indicando che una soluzione alla crisi deve essere negoziata con Bashar al Assad. Il suo regime, infatti, "ha il controllo del 60% della popolazione ed è dunque l’interlocutore", ha detto Del Ponte, analogamente a quanto annunciato dal segretario di Stato americano John Kerry due giorni prima.
ats/ZZ
RG 12.30 del 17/03/15: la corrispondenza di Gabriele Fontana
RSI Info 17.03.2015, 14:18
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