I 13 membri della missione dell’OSCE in Ucraina trattenuti da ieri a Slaviansk da miliziani filorussi sono, secondo questi ultimi, “spie della NATO”. Non saranno liberati ma solo scambiati con altri prigionieri, ha detto Denis Pushilin a nome dell’autoproclamata Repubblica di Donetsk.
Il capo dei separatisti a Slaviansk, Viacheslav Ponomarev, ieri sera aveva affermato che non si tratta di ostaggi ma di “prigionieri di guerra” che si trovavano sul terreno “senza alcuna autorizzazione”.
Lo svizzero Tim Guldimann, rappresentante nel paese dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, ha detto a una rete radiofonica in Germania che “intensi sforzi sono in corso per trovare una soluzione”. Anche Mosca e Berlino hanno promesso di impegnarsi in tal senso. Del gruppo di osservatori fanno parte fra gli altri quattro tedeschi, un danese, un ceco, un polacco e uno svedese.
ATS/pon
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