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Sospeso il processo a Cappato

Aiutò a morire dj Fabo e si autodenunciò: gli atti trasmessi alla Consulta per valutare la legittimità costituzionale del reato

  • 14 febbraio 2018, 16:52
  • 8 giugno, 14:12
Marco Cappato all'uscita dal Tribunale di Milano

Marco Cappato all'uscita dal Tribunale di Milano

  • ansa

La Corte d'assise di Milano ha deciso di trasmettere gli atti alla Consulta affinché valuti la legittimità costituzionale del reato di aiuto al suicidio nel processo a Marco Cappato, esponente dei radicali e tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni, imputato per la morte tramite suicidio assistito di Fabiano Antoniani, 40 anni, noto come dj Fabo, in una clinica di Zurigo il 27 febbraio 2017.

I pubblici ministeri incaricati del caso avevano chiesto l'assoluzione, sostenendo che Cappato aiutò Fabo "a esercitare un suo diritto: non il diritto al suicidio, ma il diritto alla dignità" nel morire. In subordine, avevano chiesto la trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale per la valutazione della legittimità del reato di aiuto al suicidio.

Il processo a Cappato era iniziato lo scorso 8 novembre e aveva preso le mosse proprio dall’autodenuncia dello stesso imputato ai carabinieri di Milano, il giorno dopo la morte di Antoniani, che dal 2014, a causa di un incidente stradale, era cieco e tetraplegico.

ANSA/BRav

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