"Non abbiamo raccolto noi i dati sui cittadini europei. Essi erano forniti dai nostri partner in Europa". A sostenere questa tesi è il generale Keith Alexander, il capo della statunitense National Security Agency (NSA).
Il responsabile della controversa agenzia di sicurezza degli Stati Uniti si è espresso in questi termini, nel corso di un'audizione di fronte ad una commissione della Camera dei rappresentanti.
Le affermazioni di Alexander riflettono in sostanza quanto già riferito dal quotidiano "Wall Street Journal". Secondo questa testata, a svolgere in Francia e Spagna attività di spionaggio elettronico, sarebbero stati in realtà i servizi dei due paesi. Questi, in seguito, avrebbero trasmesso agli Stati Uniti le informazioni così raccolte.
Una prima smentita arriva però dall'Italia, dove fonti qualificate dei servizi d'informazione negano di aver mai scambiato con Washington dati inerenti a cittadini italiani.
Tuttavia, James Clapper - che coordina tutte le 16 agenzie di intelligence americane - è andato pure al di là delle dichiarazioni di Alexander. Egli ha infatti dichiarato al Congresso che anche i leader statunitensi - e gli stessi servizi di Washington - sarebbero regolarmente spiati dai loro alleati europei.
Red.MM/Reuters/AFP/ATS/ARi
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