La giustizia giapponese si è opposta martedì alla rimessa in funzione dei reattori 3 e 4 della centrale nucleare di Takahama, gestita dalla Kansai Electric Power, dando così ragione agli abitanti della regione, preoccupati per la sicurezza dell’impianto e infliggendo un colpo alla politica del premier Shinzo Abe, che spinge per la riattivazione della produzione elettrica con l’atomo, ferma dopo il disastro di Fukushima.
Il segretario generale del Governo, Yoshihide Suga, ha fatto sapere che la decisione non avrebbe comunque cambiato la volontà di Tokyo.
La centrale di Takahama soddisfa le nuove norme di sicurezza imposte dall’autorità di controllo nucleare e doveva essere riaccesa nel corso dell’anno. I cittadini hanno però ritenuto che il rischio di un sisma fosse stato sottovalutato. Il tribunale del distretto di Fukui ha dato ragione a questi ultimi e ha rincarato la dose, sottolineando che le regole recentemente adottate non sono abbastanza "razionali".
reuters/ZZ







