E’ entrato in vigore, e per ora sembra rispettato, il cessate il fuoco concordato tra le milizie sciite e la guardia presidenziale a Sanaa, la capitale dello Yemen. Gli scontri, costati la vita a nove persone, sono iniziati lunedì mattina, quando i guerriglieri si sono avvicinati alla residenza del capo dello Stato Abd Rabbo Mansur Hadi. Questi non si trovava comunque a palazzo, dove dimora raramente.
Le capacità del potere di soffocare la rivolta appaiono comunque scarse come dimostra anche la perdita del controllo dei mezzi d’informazione.
Entrate in città in settembre, le truppe degli Ansaruallah (gli aiutanti di Dio) si erano finora limitate ad occupare alcuni quartieri ed edifici statali. La situazione è precipitata dopo il rapimento da parte loro del capo del gabinetto presidenziale Ahmed Awad ben Mubarak, uno degli architetti della progettata nuova Costituzione.
AFP/dg




