Polizia e manifestanti hanno ricominciato a scontrarsi nella notte fra venerdì e sabato a Kiev. Si è rotta così la tregua cominciata il 23 gennaio nonostante l'apertura del presidente Viktor Ianukovich, che aveva annunciato venerdì di voler modificare le criticate leggi anti-protesta e procedere a un rimpasto di Governo.
Morti sui due fronti
Un poliziotto sarebbe stato ucciso nella notte da colpi di arma da fuoco alla testa mentre rientrava in dormitorio, ha comunicato il ministero dell'Interno, il quale accusa i manifestanti (che negano ogni coinvolgimento) di aver ferito e rapito tre altri agenti.
Nel frattempo anche un dimostrante che era stato ferito gravemente durante gli scontri di domenica è morto in ospedale.
Fiamme vicino allo stadio
Le violenze sono ricominciate attorno a mezzanotte e mezzo presso lo stadio della Dinamo Kiev. I dimostranti hanno costruito una barriera di pneumatici a cui hanno dato fuoco e hanno cominciato a lanciare bottiglie esplosive contro gli agenti, che hanno risposto con proiettili di gomma e granate stordenti.
Le proteste, cominciate con il voltafaccia in novembre del presidente che aveva rifiutato di firmare un accordo di associazione con l’UE per rivolgersi alla Russia, si sono molto radicalizzate. “Cambiare il Governo non basta, bisogna cambiare le regole del gioco”, ha dichiarato l’ex pugile e leader dell’opposizione Vitali Klitschko, assicurando tuttavia di essere pronto a nuovi negoziati.
ats/ansa/afp/ZZ
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