Il partito laico del capo dello Stato tunisino Moncef Marzouki ha deciso di non uscire, per il momento, dal Governo dominato dagli islamici di Ennahda. Ha posto però un nuovo ultimatum.
"Abbiamo deciso di congelare la decisione di ritirare i nostri ministri, ma lo faremo se fra una settimana non constateremo alcun cambiamento", ha dichiarato il numero uno del Congresso per la Repubblica, Mohammed Abbou.
A cinque giorni dall'omicidio di Chokri Belaid, la formazione si dice inoltre contraria all'ipotesi di un Esecutivo tecnico, auspicata dall'attuale premier, Hahmad Jebali.
Oggi a Tunisi centinaia di persone hanno manifestato per chiedere le dimissioni del Governo e per manifestare il loro sostegno alla vedova di Belaid, pure lei scesa in piazza. La donna ha rivelato che il ministro dell'interno non ha risposto alla richiesta di protezione per lei e per le figlie.






