Sale a oltre 20'000 il bilancio dei morti del devastante terremoto che ha colpito la Turchia e la Siria lunedì, mentre si affievolisce la speranza di trovare altri sopravvissuti.
Afad, l'organizzazione di soccorso turca, ha annunciato che finora sono stati estratti dalle macerie 17'134 corpi, mentre 3'317 morti sono stati contati in Siria. Il totale complessivo delle vittime, in base agli ultimi conteggi ufficiali e dei medici, porta così il bilancio totale dei morti a 20'451. Secondo Afad, la Turchia ha anche registrato 70'347 feriti.
UNICEF: "Fino a 5'000 bimbi rimasti soli in Turchia"
In Turchia i bambini rimasti soli - tra orfani e quanti sono ancora alla ricerca propri genitori - sono tra i 1'000 ed i 5'000. "Il numero di bambini che rimangono senza famiglia sta aumentando a dismisura. Siamo partiti il primo giorno da 500 bambini ed ora - spiega la direttrice dell'Unicef per la Turchia Regina De Dominicis - siamo tra i 1'000 ed i 5'000 perché le cifre aumentano di ora in ora. Quando i genitori vengono portati in ospedale, spesso succede che non sopravvivano e questo sta accadendo in tutte le province".

Sisma, difficile raggiungere la Siria
Telegiornale 09.02.2023, 21:00
Siria: "Tappeto senza fine di macerie"
Intanto, dopo quasi cinque giorni dal terremoto, un convoglio di appena sei camion dell'ONU è entrato nei devastati territori siriani nord-occidentali, fuori dal controllo governativo e più vicini al confine turco, dove decine di località risultano ancora isolate dai soccorsi e dove si stanno spegnendo le già flebili speranze di recuperare persone vive da sotto le macerie nelle varie regioni della Siria, frammentata e afflitta da 12 anni da un conflitto armato su scala regionale senza fine. La zona più colpita è quella di Afrin e di Idlib. I bilanci vengono aggiornati di ora in ora, ma i soccorritori nel remoto nord-ovest, raggiungibile di fatto solo dalla Turchia, ribadiscono di non avere i mezzi per scavare in quello che definiscono "un tappeto senza fine di macerie".
Nonostante la corsa spontanea della solidarietà da parte dei siriani delle zone meno colpite, sia il Governo centrale di Damasco, sostenuto da Iran e Russia, sia le autorità siriane del nord-ovest filo-turche chiedono alla comunità internazionale di accelerare le procedure per l'invio di aiuti. Questi sono giunti da alcuni Paesi arabi del Golfo, dall'Iran, dalla Russia e da altri Paesi, agli aeroporti di Damasco, Aleppo e Latakia, questi ultimi due nel cuore delle zone disastrate controllate dal Governo. La distribuzione, affidata alla Mezzaluna rossa siriana, entità controllata dal Governo, fatica a superare gli ostacoli logistici e le preesistenti dinamiche clientelari locali.
Aiuti anche dall'UE
L'Unione europea ha risposto alla richiesta del Governo siriano dando il via libera alle protezioni civili degli Stati membri di spedire aiuti alla Mezzaluna rossa di Damasco. Italia e Romania si sono già attivate e un primo carico italiano è in viaggio attraverso il Libano. La Francia, dal canto suo, strenua sostenitrice della linea dura contro Damasco, ha annunciato di aver stanziato in tutto 12 milioni di euro per aiuti che saranno gestiti in larga parte da organizzazioni non governative che operano nelle aree del nord-ovest e dalle agenzie dell'ONU.
Organizzazioni siriane denunciano il no della Turchia al passaggio degli aiuti
Su tutto emerge un quadro della distribuzione tardivo rispetto all'emergenza dei soccorsi e che riflette le divisioni politico-militari preesistenti al terremoto di lunedì. Organizzazioni siriane del nord-ovest denunciano il no di Ankara a far passare aiuti provenienti dalle zone curdo-siriane e dal vicino Iraq. Analogamente, aiuti dalle zone governative non passano verso le aree nord-occidentali.

Terremoto, Erdogan respinge le critiche
Telegiornale 08.02.2023, 21:00
"Sei camion dopo 80 ore dal sisma sono davvero pochi. È una vergogna"
Tre valichi frontalieri con la Turchia sono stati aperti ma da lunedì sono passati solo i 6 camion odierni dell'Organizzazione mondiale della migrazione (IOM) con coperte, materassi e tende da campo per circa 5'000 sfollati. Centinaia di senza tetto ci sono solo nel nord-ovest siriano, denuncia l'Osservatorio siriano per i diritti umani. "Sei camion dopo 80 ore dal sisma sono davvero pochi. È una vergogna", afferma Rami Abderrahman dell'Osservatorio.
L'appello dell'ONU: "Mettere le persone al primo posto"
Su questo è intervenuto il segretario generale dell'ONU, Antonio Guterrres: "Questo è il momento dell'unità, non di politicizzazioni o divisioni, è il momento di fornire un enorme sostegno... ora è il momento di esplorare tutte le strade possibili per portare aiuti e personale in tutte le aree colpite. Dobbiamo mettere le persone al primo posto".

Il reportage dalla Turchia
Telegiornale 09.02.2023, 21:00






