Bashar al Assad ha avvertito Turchia e Arabia Saudita che il regime non tollererà alcuna incursione via terra ed è tornato a rifiutare una tregua con la ribellione. "I cessate il fuoco si concordano tra eserciti e Stati, mai tra uno Stato e i terrorsiti", ha spiegato il presidente siriano.
Il Ministero degli esteri di Ankara ha da parte sua dato dei terroristi alle milizie curde che operano appena al di là del confine, giustificando indirettamente i recenti bombardamenti effettuati nella regione di Azaz.
Il premier Ahmet Davutoglu s'è peraltro scagliato contro la Russia, alleata di Damasco, i cui "barbari" attacchi nell'area non fanno distinzione tra soldati, miliziani e civili. Gli ha subito fatto eco il Cremlino negando "categoricamente" che i suoi caccia lunedì, sempre nel nord della Siria, abbiano bombardato ospedali e scuole, provocando la morte di una cinquantina di persone.
AFP/ANSA/dg
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