Gli Stati Uniti sono pronti a varare nuove e ancora più severe sanzioni economiche nei confronti della Russia, se Mosca non cesserà i suoi tentativi di destabilizzare l’Ucraina. L’amministrazione Obama afferma di avere “prove evidenti” che quanto accaduto a Donetsk e in altre città di confine è stato fomentato da militanti arrivati da altrove.
Il segretario di Stato John Kerry ha chiamato il suo omologo Sergei Lavrov per manifestargli “tutta la sua preoccupazione”, ha detto il portavoce della Casa Bianca. I capi delle due diplomazie hanno deciso di continuare gli sforzi per favorire un genuino dialogo nazionale in Ucraina, dove Mosca vedrebbe di buon occhio una struttura federale.
Intanto, però, una nave da guerra battente bandiera a stelle e strisce è diretta verso il Mar Nero. Provvedimenti nei confronti del Cremlino sono stati minacciati anche da Berlino, visto che “non si sono visti i progressi auspicati”. Dal canto suo Lavrov, al telefono con Kiev, ha auspicato che contro i filorussi di Donetsk e Kharkiv non sia usata la forza: "le loro sono legittime aspirazioni in difesa della loro cultura e vanno rispettate".
ATS/Reuters/pon
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