Kiev non festeggia. Kiev commemora. E vigila. Institutskaya mette i brividi. Quella via tante volte percorsa per andare ad ascoltare i ragazzi di Maidan, giù in piazza, loro l’hanno percorsa all’incontrario. Per andare a scacciare la Polizia antisommossa.
Sono stati uccisi da colpi precisissimi. Ora tutta la via è ricoperta di fiori e di candele colorati. La gente continua ad affluire di giorno e di notte, in silenzio, con qualche fiore in più e con qualche lacrima in più per questi normali cittadini che hanno tentato inutilmente di proteggersi con scudi di legno e caschi da cantiere. Sono stati immediatamente dichiarati eroi dell’Ucraina.
I minacciosi poliziotti sono spariti. I giovani picchiatori che si erano scatenati per le strade di Kiev contro attivisti e giornalisti sono rientrati alla loro base di Kharkiv, a est. Il presidente Ianukovich è fuggito dalla capitale, sparito nel nulla. La città è liberata. Forse anche il paese, una parte. Eppure le barricate sono ancora più numerose. Maidan è una cittadella ancor più fortificata. Perché?
Nessuno ha proposto di andarsene, di levare le tende. Nessuno ritiene finita la lotta. In Parlamento il partito dell’ex presidente Ianukovich ha perso numerosi pezzi, molti deputati disertano ora la raffica di sedute straordinarie che si stanno susseguendo. L’opposizione è balzata al potere, il partito delle regioni si è invece ora ufficialmente dichiarato all’opposizione. In questi giorni ormai non si sa bene a chi si fa riferimento quando si parla di opposizione.
I tre partiti che hanno apertamente sostenuto la rivoluzione non stanno però raccogliendo nulla. Subito fuori dal Parlamento c’è costantemente un cordone di manifestanti a vegliare e vigilare. E la piazza rimane ermetica: i nuovi governanti e tutta quanta la classe politica dovranno dimostrare la loro onestà, la loro integrità e la loro capacità di difendere gli interessi della popolazione.
Solo allora piazza dell’Indipendenza tornerà ad essere una normalissima piazza. Per il momento Kiev non festeggia.
Pierre Ograbek




