Un impianto per la produzione di droni a Taganrog, nell’oblast di confine di Rostov (sud della Russia) è andato a fuoco dopo essere stato colpito da missili ucraini nella notte tra sabato e domenica, secondo quanto riportato da svariati media.
La fabbrica produce droni per l’esercito russo e si trova sul sito dell’ex stabilimento automobilistico di Taganrog, dove erano assemblate vetture coreane per il mercato russo. Sul sito ora ha sede pure l’azienda russa di difesa Atlant-Aero, che produce i droni da ricognizione FPV Molniya e componenti per il drone Orion, utilizzati dalla Russia nella guerra d’invasione dell’Ucraina.
Le autorità russe hanno affermato che tre persone sono rimaste ferite negli attacchi su Taganrog, ma hanno riferito solo che un’area commerciale della città è stata colpita, senza specificare se l’impianto per la produzione di droni fosse tra gli obiettivi.
Dal canto suo, l’esercito ucraino ha reso noto su Telegram che “la distruzione di questa struttura ridurrà la capacità del nemico di produrre droni e indebolirà la capacità dell’aggressore russo di sferrare attacchi contro obiettivi civili in Ucraina”.
Le forze armate di Kiev hanno pure reso noto domenica che, per la prima volta al mondo un drone intercettore delle Forze armate ucraine, lanciato da una piattaforma di superficie senza equipaggio, ha abbattuto un drone Shahed russo.
Gli operatori della divisione dei sistemi navali senza equipaggio della 412ª Brigata stanno svolgendo missioni di combattimento nella zona operativa marittima e sono riusciti a intercettare con successo uno Shahed tramite un drone intercettore lanciato da un’imbarcazione senza equipaggio.
Come riferiscono le autorità militari dell’Ucraina, a loro avviso questa novità segna un inedito livello di integrazione tra le capacità navali e aeree senza pilota. L’utilizzo di porta-droni di superficie per dispiegare droni intercettori amplia le opzioni di difesa aerea e crea un ulteriore livello di protezione per le città ucraine.






