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Bloccati nel Golfo Persico da oltre 40 giorni

Mentre alcune imbarcazioni riescono a lasciare l’area, una nave di una società ticinese resta ferma con 22 persone a bordo: manca una procedura sicura per attraversare Hormuz

  • Oggi, 06:45
  • Un'ora fa
In lontananza, la nave della Nova Marine Carriers SA
02:40

Intervista a un armatore di una nave bloccata

Telegiornale 18.04.2026, 20:00

  • RSI
Di: Il Telegiornale - Camilla Jolli / Tieffe 

Mentre diverse imbarcazioni stanno lasciando il Golfo Persico dopo settimane di stallo, una nave della Nova Marine Carriers SA, basata a Lugano, resta ancora ferma da oltre 40 giorni nei pressi di Abu Dhabi, con a bordo 22 persone e un carico di fertilizzanti diretto in Africa. Il Telegiornale ne ha parlato con il presidente della società e armatore, Vincenzo Romeo.

Romeo racconta che nelle ultime ore si era intravista una possibile ripartenza: “Venerdì pomeriggio c’è stata una partenza generale e ci siamo avviati verso nord, quindi verso lo Stretto”. Un movimento che però si è rapidamente arrestato, quando le navi in testa hanno iniziato a tornare indietro. Sabato, spiega, “solo quattro imbarcazioni si sono mosse, segno di un clima che resta di “totale incertezza”.

A bordo, le risorse sono ancora sufficienti per alcune settimane. L’armatore parla di circa un mese di autonomia tra acqua e provviste e assicura che sono già stati avviati contatti per un eventuale rifornimento. Ma la preoccupazione principale riguarda l’equipaggio: l’attesa prolungata e l’incertezza stanno mettendo sotto pressione le persone a bordo. Allo stesso tempo, precisa Romeo, la prudenza resta fondamentale: “Non vogliamo correre il rischio di attraversare lo stretto senza avere garanzie solide”.

“La comunicazione è un disastro”

Sul fronte delle informazioni, la situazione è caotica. “È un disastro”, sintetizza. Le comunicazioni sono frammentarie e spesso contraddittorie. Lo stesso comandante riceve messaggi via radio difficili da verificare: nelle ultime ore sarebbero arrivate indicazioni, attribuite alle autorità iraniane, che davano lo stretto come aperto, seguite però da segnali opposti.

Manca soprattutto una linea ufficiale chiara. Ad oggi, sottolinea Romeo, non è stato diffuso alcun comunicato con istruzioni precise o procedure sicure per il transito, né da parte iraniana né da altri attori internazionali, come Stati Uniti o Oman.

Per i prossimi giorni la strategia è improntata alla resistenza e alla prudenza. “Bisogna tener duro”, afferma. Tra le opzioni c’è anche un possibile cambio dell’equipaggio, operazione però complessa. L’obiettivo è farsi trovare pronti a ogni eventualità, in attesa che la situazione si chiarisca.

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