I bulgari si recano alle urne domenica per l’ottava volta in cinque anni, nella speranza di eleggere un Parlamento capace di sbloccare il lungo stallo politico che attanaglia il Paese.
Il voto anticipato fa seguito alle dimissioni di un governo a guida conservatrice, travolto lo scorso dicembre da proteste nazionali che hanno portato in piazza centinaia di migliaia di persone, perlopiù giovani, che chiedevano una magistratura indipendente per contrastare la corruzione dilagante.
Dal 2021 la nazione di 6,5 milioni di abitanti fa i conti con parlamenti frammentati e governi deboli: nessuno è sopravvissuto più di un anno prima di cadere sotto il peso delle proteste di piazza o dei giochi di palazzo. Questo continuo avvicendarsi ha alimentato una diffusa sfiducia e un’affluenza in costante calo.
Favorito è il gruppo dell’ex presidente Rumen Radev, a capo della coalizione di centro-sinistra Bulgaria Progressista. A gennaio si è dimesso dalla presidenza, carica perlopiù cerimoniale, a pochi mesi dalla fine del suo secondo mandato. Il 62enne è un ex generale dell’aeronautica e ha sostenuto il riavvicinamento con la Russia e criticato l’invio di aiuti militari all’Ucraina; è stato presidente per nove anni nella nazione balcanica. I suoi sostenitori si dividono tra chi spera metta fine alla corruzione oligarchica e chi si riconosce nelle sue posizioni euroscettiche e di riavvicinamento a Mosca.
Instabilità politica cronica
La Bulgaria, membro di UE e NATO, è entrata nell’eurozona il 1° gennaio, poco dopo l’ingresso nell’area Schengen. Il Paese è però segnato da un’instabilità politica cronica dal 2021, quando il primo ministro conservatore Boyko Borissov si dimise in seguito a imponenti proteste contro la corruzione.
Radev si è presentato come avversario della mafia radicata nel Paese e dei suoi legami con la politica, promettendo di “rimuovere il modello di governo corrotto e oligarchico”. Ha condannato ufficialmente l’invasione russa dell’Ucraina, ma si è più volte opposto agli aiuti militari a Kiev e si è detto favorevole alla riapertura dei negoziati con Mosca.
Secondo i sondaggi, la sua coalizione potrebbe ottenere oltre il 30% dei voti, portandosi a quasi 10 punti di vantaggio sul principale rivale, il partito di centro-destra GERB di Borissov.I seggi chiuderanno alle 20, quando saranno diffusi i primi exit poll. I risultati preliminari sono attesi per lunedì.
Legato al Radiogiornale delle 12:30 del 19.04.2026






